Intervista a Franziska Nori
Franziska Nori è nata a Roma da padre italiano e madre tedesca, ma da quando ha 18 anni vive a Francoforte. Ha studiato letteratura e antropologia. Ma all’ultimo anno di università si è laureata in storia dell’arte “perché era più facile”.
È una donna intraprendente che dal 2007 cura un programma pluriennale dedicato alla promozione di arte e cultura contemporanee a tema, progetti espositivi, cicli di film e video oltre a workshops, performances e lectures.
Lo spazio espositivo, noto come La Strozzina, trova posto negli ambienti, restaurati di recente, situati sotto il magnifico cortile di Palazzo Strozzi.in passato, qui si trovavano le cantine del Palazzo, vero gioiello del Rinascimento italiano; in seguito, queste sale hanno ospitato le più importanti mostre fiorentine, che hanno avuto un’eco internazionale.
Nel 2007 è stato anche inaugurato il nuovo spazio espositivo il CCCS-Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, uno spazio dedicato al confronto tra i differenti approcci e le diverse pratiche che caratterizzano la produzione artistica e culturale della contemporaneità.
“Il CCCS è un luogo per la cultura contemporanea, dove saranno presentati progetti che affrontano aspetti urbanistici, economici, di sviluppo sociale e politico, scientifici, tecnologici, come anche estetici ed etici, in virtù del fatto che la stessa arte contemporanea da tempo si è liberata dai canoni classici legati alla logica del singolo approccio disciplinare. Il CCCS è inteso come struttura dalla quale sarà possibile avviare sia un confronto analitico e contemplativo con l’arte, sia una partecipazione diretta ed attiva al processo culturale”.
Come sottolinea Franziska Nori, project director del nuovo centro.
Il primo progetto presentato per l’inaugurazione è stata la mostra “Sistemi Emotivi” che si sviluppa in un ambito di relazione interdisciplinare, proprio e tipico della contemporaneità.
La mostra si sviluppa su tre fasi ben distinte ma complementari: un’esposizione, una pubblicazione e un programma di lectures che indagheranno la tematica delle emozioni, proponendo una rilettura della correlazione tra artista contemporaneo, opera d’arte e fruitore, alla luce delle più recenti scoperte neuroscientifiche sul cervello umano e sui suoi effetti sulla sfera emotiva.
Il progetto vuol proporre la tematica delle emozioni che, se da un lato, può
avere un richiamo immediato su un pubblico abituato a pensare all’arte come esperienza estetica coinvolgente e sensorialmente avvincente, dall’altro offre la possibilità di dimostrare l’integrazione di teorie contemporanee che provengono sia dall’area umanistica che da quella scientifica.
Prima di essere la Direttrice della Strozzina, Franziska Nori ha diretto il Digitalcraft.org Kulturbüro di Francoforte, la cui attività è concentrata soprattutto sulla cultura digitale.
Dal 2005 fa parte del comitato scientifico dell’International School dei New Media all’Università di Lubecca.
Mentre dal 2000 al 2003 è stata curatrice del dipartimento per “new media art and crafts” presso il Museo di Arti Applicate (MAK) di Francoforte, per il quale ha organizzato mostre e collezioni di oggetti digitali (giochi e siti web).
Insieme al suo team di Francoforte,ha prodotto mostre come “I Love You”, che ha esplorato il mondo degli hackers e dei virus informatici,
“ ‘adonnaM.mp3” centrata sull’analisi dei networks e dei file condivisi sulla rete e “Digital Origami” dedicata alla cosiddetta “demo scene”.
Nel 1998, è stata incaricata dalla Commissione Europea di dare una valutazione sulle future strategie per i musei d’Europa che lavorano con i new media.
Dal 1992 in poi ha lavorato per diverse istituzioni europee, come curatrice indipendente di arte moderna e contemporanea: alla Schirn Kunsthalledi Francoforte, al Museum für Moderne Kunst di Vienna, al Museo Nacional Reina Sofia di Madrid, e alla Fundación la Caixa a Palma de Mallorca.
Ricordiamo tra tutte alcune mostre curate da Franziska:
-I love you
-‘adonnaM.mp3
-Digital Origami
-Arte,prezzo e valore
-Cina,Cina,Cina!!!
-Sistemi emotivi
il progetto a cui ora tiene di più è un lavoro sulle identità virtuali che presenteranno nel 2009. “Vogliamo cercare di capire come ci si muove e ci si relaziona su Internet” dice Franziska “si esploreranno luoghi come myspace e second life e le chat. L’evento, sarà strutturato su tre livelli: l’esposizione vera e propria, una serie di pubblicazione in cui professionalità diverse (artisti, scienziati, scrittori s’interrogano sul tema) e un ciclo di dibattiti.
È un progetto che mi sta molto a cuore perché trovo che online si aprano molte possibilità creative ma anche molti pericoli per la democrazia. In rete siano tutti schedati e controllabili. Ma nessuno sembra occuparsi del problema. Alcuni paesi, come l’Italia, si sono impigriti, danno la democrazia per scontata e rischiano. In questo periodo rischiano tanto».
Incontrando Franziska in una conferenza di due giorni al Centro Pecci di Prato il 23 e 24 novembre per fare il punto sulla situazione attuale dell’educazione all’arte dei nuovi media nelle istituzioni italiane Esperti del settore e docenti nazionali e internazionali si incontreranno per due giorni al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato per promuovere il settore e fare una ricognizione sulla situazione attuale dell’educazione all’arte dei nuovi media nelle istituzioni italiane.
abbiamo avuto la possibilità di complimentarci con lei e di porgerle alcune domande:
1. Cosa ne pensa del dibattito avvenuto oggi ?
I professionisti scelti dal professore Tozzi erano assai illustri e rappresentavano
ai miei occhi lo ’state of the art’ delle persone in Italia dedite alla
mediazione new media nelle istituzioni accademiche.
Quando a cominciato il suo percorso artistico ?
Il mio percorso come curatrice e operatrice culturale free-lance é
iniziato verso metà degli anni 90. Fondai a Francoforte sul Meno
un’associazione d’arte dedicata all’esposizione di arte contemporanea in
spazi pubblici. Subito dopo lavorai per la Schirn Kunsthalle come
curatrice di una mostra d’arte contemporanea e assistente del curatore
Thomas Messer per una serie di monografiche su Lucio Fontana. Fu
un’esperienza fantastica alla quale seguirono numerose altre esperienze
in istituzioni museali internazionali.
Il suo progetto di maggior rilievo a cui sì e legata di più ?
Il progetto espositivo al quale forse sono più legata é la mostra “I love you – computer, virus, hacker and
culture” curata come work in progress dal 2002 in poi
(www.digitalcraft.org/iloveyou)
Cosa vuol dire essere direttrice del Centro di Cultura Contemporanea Stozzina ?
Dirigere il Centro di Cultura Contemporanea Strozzina (CCCS) é una sfida
in quanto a Firenze il contemporaneo ha un ruolo secondario rispetto
alla tutela dell’importante eredita culturale rinascimentale, realtà
alla quale é legato l’enorme settore turistico, di cosi fondamentale
Importanza per la città. Lavorare in una città d’arte come lo é Firenze
é in ogni caso un gran privilegio. I colleghi che ho avuto il piacere di
incontrare sino ad ora nelle diverse istituzioni, nelle tante
associazioni e nella scena free-lance mi hanno accolta con gran calore
e le collaborazioni con loro in futuro formeranno la base per le
attività del CCCS.
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