“Vedimi” di Marco Pucci
In data 21 Novembre 2007 , mi sono recata (insieme a dei compagni di Accademia) a Milano, per visitare la mostra “MILANO IN DIGITALE 2” presso la FABBRICA DEL VAPORE in via Procaccini. La fabbrica era un pò in periferia, abbastanza fuori mano per chi non è di Milano, ma comunque raggiungibile. Arrivata ed entrata all’interno della fabbrica, conosco Martina …, segretaria amministrativa dell’evento. Lei mi spiega che le organizzatrici quel giorno non ci sono (Morena Ghilardi e Cristina Trivellin) ma che avrei potuto fare affidamento su di lei per qualsiasi dubbio o richiesta particolare. La stanza è al buio, l’unica fonte di luce viene dagli schermi usati nelle varie videoinstallazioni piuttosto che dai monitor o da qualche faretto usato per illuminare lievemente alcune stampe. Ci sono video, istallazioni interattive, stampe digitali, postazioni per le opere di net art. All’inaugurazione sono state esclusivamente eseguite una performance video-musicale del gruppo Headvision ed un’esibizione di visual art.
I lavori esposti sono tanti, vado ad elencarli:
Che cosa vuoi fare da grande? di Gradaschi, Mora, Scolla, Bordignon – video di animazione
Vedimi di Marco Pucci- installazione interattiva
B-Light di Headvision-NadessJa-Eniac – installazione interattiva
Circumstances di Sabino D’Argenio- installazione interattiva
… da qui di Roberta Baldaro- video digitale
Apartment di Hoekstra, Frittelli, Manzotti, Suwansaek- video digitale
DNA di Marco Villani- videoinstallazione interattiva
How Much You Earn di Barbara Gambini- stampa digitale
Katahomo di Alice Avallone – website
Next Query di Gruppo IO/COSE -website
Nuovo avvento di Fabio Mattia e Simona Ilaria Di Michele -video di animazione
Presenze X di Stefania Cola- stampa digitale
The origin of imagination di Chiara Passa – video installazione
virtualqueens.net di Mara Mascaro- website
L’unico artista presente è ……… che si dimostra subito disponibile a rilasciare un’intervista ad un ragazzo, il quale ne approfitta anche per scattare qualche foto al lavoro che è una video installazione. L’artista che interessa a me, Marco Pucci, non è nuovo alla mostra infatti ha già partecipato alla MILANO IN DIGITALE 1 , presentando “Identità Persa” e vincendo. Il suo lavoro attuale si intitola “Vedimi” e si tratta di un’installazione interattiva composta da un pannello bianco ed una telecamera rivolta verso il partecipante il quale, a seconda di come si pone davanti all’obiettivo scopre quello che c’è sotto: la sua silouette rivela le immagini “dentro” il pannello che sono tutti video estratti da You Tube. Lo spettatore diventa così un Voyeur.
La critica dice :“Per la sapiente semplicità del concept interattivo, che mette in relazione il corpo e i movimenti del partecipante alla ricchezza e alla mutevolezza dei contenuti di rete, giocando un’intelligente partita fra la dimensione rappresentativa e quella performativa nell’esperienza digitale.”
Vediamo qui alcuni scatti presi a Milano che ci descrivono sommariamente il meccanismo di Vedimi!

Purtroppo Marco non è presente, probabilmente impegnato altrove, così decido di contattarlo via e-mail, e lui mi rilascia l’intervista che segue.
A che età ti sei avvicinato al mondo dell’arte, e come? Ti senti influenzato da qualche artista in particolare?
La mia passione per il mondo dell’arte digitale è nata esattamente tre anni fa. Mi ero appena trasferito a Milano da Roma per seguire un corso di webdesign. Avendo molto tempo a disposizione ho deciso di iscrivermi all’accademia di Belle Arti di Brera nel corso di Nuove Tecnologie per l’Arte. Da allora sono stato catapultato in questo nuovo mondo affascinante. Devo dire che l’inizio è stato un po’ traumatico, a parte la differenza di età con i miei compagni, ero l’unico a non aver mai studiato storia dell’arte. Infatti mi sono diplomato in un Istituto Tecnico di informatica.
Ma questa è stata la mia forza, saper utilizzare le nuove tecnologie, trasformarle per i propri scopi,
giocarci in modo da far diventare una semplice webcam un sensore di movimento ed applicare il tutto in arte è molto divertente e, posso capirlo benissimo, non è alla portata di tutti.
Attualmente lavoro in una rivista d’arte contemporanea, Flash Art , e contemporaneamente seguo le lezioni all’Accademia. Tutta la mia giornata è completamente immersa nel mondo dell’arte, anche se si tratta di due forme d’arte completamente differenti, a volte non riesco a credere come possa cambiare la vita di qualcuno in così poco tempo.
Un artista che mi ha influenzato? Sinceramente, non per presunzione ma piuttosto per mia ignoranza, non saprei dirti. Magari oggi, dopo tre anni di studi, posso dire che mi sento molto vicino a Nam June Paik. Sento molto vicino il suo modo di creare attraverso apparecchiature elettroniche, televisori, smontare, ricostruire, etc… insomma nel gergo informatico uno “smanettone”.
Cosa accomuna le tue diverse esperienze artistiche: dall’esperienza del fotomontaggio digitale (vincitore per tre anni consecutivi al concorso fotografico “Gianluca e Carla”) a quella dell’installazione interattiva ( “Milano in digitale”)?
Sono due forme d’arte completamente diverse. La prima appartiene ad un periodo della mia vita che sento molto lontano, il fotomontaggio è stato più un divertimento che un lavoro vero e proprio. Però da queste prime esperienze ho iniziato ad unire la mia passione per il disegno con l’altra passione, l’informatica. Nella mia infanzia, avendo un fratello di 10 anni più grande, i computer sono stati sempre presenti. Dal Comodor 64 agli ultimi portatili ho vissuto in prima persona l’evolversi della tecnologia e così quella dei programmi grafici. PhotoShop è stato il primo mezzo a cui mi sono avvicinato per cercare di esprimere qualcosa .
L’installazione interattiva Vedimi! Che ha vinto il concorso Milano in Digitale è un qualcosa di completamente diverso. Utilizzare la tecnologia per spiegare, porre sotto l’attenzione di tutti, comunicare un qualcosa che avevo dentro. Secondo me lo scopo dell’opera non deve essere criticare ma spiegare. Mostro quello che succede, magari da un mio punto di vista, e ognuno rifletta a modo suo. L’importante però è spingere alla riflessione.
Nel mondo in cui viviamo, sottoposti ad un bombardamento di immagini, video, pubblicità etc.. l’unico modo per colpire l’attenzione del pubblico è attraverso le nuove tecnologie e rispondere con le stesse armi. Se voglio sottoporre l’attenzione di tutti al fenomeno You Tube – videocellulari che sta avendo un successo sempre maggiore soprattutto tra i giovani, sono costretto a farlo con un’installazione che parli lo stesso linguaggio.
C’è una strategia che guida il tuo operare artistico o i lavori, come ad esempio “vedimi”, oppure sono guidati da un’intuizione creativa estemporanea?
Vedimi! È un’idea cresciuta molto lentamente nella mi mente ma in maniera costante. Nell’ultimo anno leggevo sempre più spesso dei ragazzi, che per protagonismo, mettevano in rete i propri video. Da una semplice mania siamo passati agli atti di bullismo nelle scuole, professori che venivano picchiati, molestati, ragazzi ubriachi che guidavano contromano etc… solo per la voglia di apparire in video e diventare “famoso” per qualche settimana.
L’opera è poi nata da se…un collage di video scaricati da You Tube dove noi, attraverso il nostro corpo, diventiamo a nostra volta dei voyeur e simbolicamente siamo ciò che vediamo.
La mia prima installazione, Identità persa, nasce nella metropolitana di Milano. Mi ritrovavo tra milioni di persone ogni giorno e non provavo la voglia di comunicare con la gente a fianco, ognuno di noi in un non-luogo si trasforma, diventa chiuso, al punto tale da non saper che faccia aveva il nostro vicino appena scesi dalla metro.
Ho così pensato a delle fotografie che ritraevano passeggeri senza volto, la faccia era sfumata per renderli tutti uguali. Un monitor nascosto tra le varie foto trasmetteva in diretta il nostro viso sfumato come nelle fotografie, ad indicare che anche noi, in certi luoghi, diventiamo una persona qualsiasi tra tante.
Queste opere nascono da una mia sensibilità ai problemi della società contemporanea, cerco di leggere e di informarmi il più possibile, capire perché sta succedendo una certa cosa, da che cosa è stata creata. Se poi il problema è strettamente legato alle nuove tecnologie cerco di riutilizzarle per accentuarlo ancora di più e far riflettere le persone.
Cosa ne pensi del panorama artistico attuale? Se ti chiedessi il nome di un artista ( o più) contemporaneo che ti entusiasma particolarmente?
Lavorando nell’arte contemporanea, quella delle fiere, dei mercanti, dei collezionisti, devo dire che non mi entusiasma per niente. E’ solo un lavoro. Vedere spendere milioni per un quadretto che verrà appeso in salotto mi rattrista. Ma questo è un mio pensiero personale e strettamente legato alla mia poca esperienza nel mondo dell’arte. Preferisco l’arte digitale, che non vive di un commercio, non è sottoposta alla volontà dei galleristi. Festival di Arte Digitale dove la gente si diverte, balla, scopre nuove emozioni e non fiere d’arte dove si entra solo per acquistare.
Che progetti hai per il futuro?
In questi giorni sto concludendo la tesi per il diploma di laurea in nuove Tecnologie per l’Arte (l’argomento è la fotografia ed il video stereoscopico).
Sto già seguendo i corsi del biennio di specializzazione in Tecnologie Performative ed Interattive. Ho in mente altre due installazioni che saranno pronte a maggio per una mostra dell’Accademia.
Come puoi vedere sono sempre più immerso nel mondo dell’arte! Speriamo che duri perché è troppo divertente!
Maggiori informazioni potete trovarle sul mio piccolo sito www.puccimarco.com mi raccomando scrivete solo per criticarmi!!
Per il momento nessuna critica per Marco, al contrario cresce sempre di più l’ interesse di vedere il suoi prossimi lavori.
Di Giulia Nicolini
Documentario Linux Day
In questo filmato una documentazione video della Manifestazione Nazionale del Software Libero, denominata “Linux Day 2008”, tenutasi il 25 ottobre 2008 presso il Municipio di Viareggio, organizzata dall’Associazione Culturale ACROS Versilia Lucca Massa Carrara (acronimo di Associazione Culturale Revolution Operating System).
Promozione, diffusione e sperimentazione del software libero, dell’open source e del sistema operativo Linux attraverso corsi, manifestazioni, congressi, incontri e tante altre attività promosse a livello territoriale locale: questo il loro intento.
GNU/Linux e il Software Libero considerati il futuro in nome di una cultura informatica diversa da quella legata al software proprietario. Questa filosofia riemerge durante i tanti i talk della giornata organizzati dall’associazione con l’aiuto dei soci più attivi e partecipi. Particolare rilevanza è stata data allo sviluppo nel mondo della nota distribuzione Ubuntu, che da tempo è diventata un punto di riferimento importante per tutti coloro che si avvicinano ai sistemi GNU/Linux. Grazie alla sua progressiva espansione, nel corso degli anni, il sistema open source sta guadagnando terreno rispetto alle altre case produttrici Microsoft e Apple, mediante la distribuzione gratuita via web e la possibilità di ottenere assistenza attraverso corsi, eventi e fiere dove ognuno può intervenire e imparare mettendosi alla prova.
I contenuti video sono i due principali interventi scelti tra i tanti: “Da Windows a Ubuntu… sola andata” e “Software libero: concetti, distribuzioni, pacchetti”. In fondo, a conclusione del video, l’intervista a tre dei membri ACROS che parlano della storia della loro Associazione, finalità, ambizioni e obiettivi futuri. Inoltre approfondimenti sui temi trattati durante il convegno ampliati con domande più mirate sul trashware, software libero nella pubblica amministrazione, sistemi GNU/Linux intorno a noi…
Un ringraziamento ancora a tutta l’Associazione ACROS, in particolare a Fabio, Davide e Fabrizio.
Video realizzato da Giannecchini Susanna e Amore Rossella per il lavoro a scelta dello studente coordinato dal prof. Menconi, durante l’Anno Accademico 2008-2009, presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara.
Intervista a Domenico Quaranta – critico e curatore d’arte contemporanea
Domenico Quaranta, professore di “Net Art”. Ci può rilasciare una testimonianza sulla sua vita e attività di critico e una breve presentazione di lei.
Domenico Quaranta (Brescia, 1978), laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica di Brescia, ha frequentato il master universitario “Sistemi e professionalità dei musei di arte contemporanea”. Redattore della rivista Cluster. On Innovation, cura una rubrica dedicata all’arte in Rete sul portale Exibart, collabora a Noemalab, Random e Arte e Critica e ha realizzato, per la casa editrice Skira, i volumi monografici Magritte e Warhol (2004).
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Robert Adrian il sottile confine tra arte e tecnologia
a cura di: Damiana Barenco
durata: 10 minuti
machine
di Nicola Avanzinelli. Durata: 3 minuti.
Il video sperimentale è girato in una fabbrica di pulizia del marmo, il suono è in parte quello prodotto dalle macchine stesse e in parte aggiunto.